La propriocettivita' e' una componente importante dei meccanismi che controllano e stabilizzano la postura, cioe' la capacita' di mantenere una posizione del corpo e degli arti e il loro orientamento nello spazio. Per eseguire un movimento sono necessari continui "aggiustamenti" posturali; ancora piu' importanti appaiono questi aggiustamenti nelle attivita' sportive: l'esecuzione del gesto tecnico richiede modifiche continue della posizione del corpo, in assenze delle quali l'atleta non sarebbe in grado di mantenere l'equilibrio. Lo stesso vale, piu' banalmente quando si passa da un appoggio su due piedi a un appoggio su un piede solo, oppure quando si devono salire le scale. Ogni volta che ci si mette in una situazione di "disequilibrio", il sistema nervoso reagisce fornendo una immediata risposta ai "sensori" che lo avvertono della instabilita' pericolosa. Si attuano subito degli automatismi che "risistemano" il corpo nello spazio. Non si tratta di risposte volontarie, che richiederebbero un tempo troppo lungo, ma automatismi inconsapevoli: esiste un "programma" gia' impostato che l'organismo applica senza sforzo.
I PROPRIOCETTORI
Le informazioni vengono smistate al sistema nervoso centrale dai propriocettori. Questi consistono in strutture specializzate (presenti nelle articolazioni, nei muscoli e nella cute), che inviano messaggi, assieme ad altre strutture specializzate, come gli occhi incaricati di mandare informazioni visive, l'orecchio interno che avverte della situazione di equilibrio (informazioni vestibolari), le viscere sensibili al benessere e al dolore.
Tutte queste informazioni giungono al sistema nervoso centrale, dove viene elaborata una risposta, che viene immediatamente "rimandata" ai muscoli, dove si traduce nell'esecuzione di movimenti poco dispendiosi e coordinati. Quando si subisce un trauma (per esempio una distorsione a una caviglia) si possono danneggiare le strutture anatomiche che contengono i propriocettori. In tal modo si riduce la qualita' delle informazioni che quel distretto invia al sistema nervoso centrale.
I canali di percezione
Qualcuno percepisce il mondo principalmente tramite la vista, altri attraverso l'udito e altri ancora tramite il tatto. La realta' viene di solito percepita dal canale predominante, che, nella cultura occidentale, la vista, seguita dall'udito.
LA PERCEZIONE DEL CORPO NELLO SPAZIO
Di solitamente non si avverte la differenza tra una posizione e un'altra; per esempio, si conosce poco la diversita' delle sensazioni provate nel ruotare a destra o a sinistra la testa; cosi', come non si possiede la consapevolezza del proprio corpo e di parte di esso nello spazio. Dovremmo imparare, chiudendo gli occhi, a percepire gli stimoli che ci arrivano dall'ambiente esterno, diventandone consapevoli. Dovremmo imparare a "sentire" la parte del corpo che si muove e avvertirne il peso, il calore, la sua posizione nello spazio. L'autopercezione aiuta a prendere coscienza di tutti i cambiamenti, anche i piu' piccoli, che avvengono nel corpo.
Ecco qualche esempio: che sensazione si prova quando si muove il braccio in una direzione? E in quella opposta? Iniziare ad ascoltare e cercare di percepire le sensazioni di rigidita', di contrazione, di rilassamento, di caldo e di freddo. Sforzarsi di sentire il corpo e di capire cosa vuole comunicare.
Anche nella respirazione si creano micromovimenti che le singole vertebre producono continuamente quando si respira. Si deve iniziare ad avere coscienza del corpo nello spazio; rieducare l'atteggiamento corporeo, modificare i vizi di posizione che si accentuano con il passare del tempo, evitare movimenti ripetitivi sbagliati.
LA PROPRIOCEZIONE
Il concetto di propriocezione o priopriocettivita' si e' sviluppato e modificato nel tempo. Oggi, grazie ai piu' recenti studi scientifici, si possono distinguere una componente cosciente, detta "propriocezione", e una incosciente chiamata "archeopropriocezione".
La propriocezione cosciente
La propriocezione cosciente comprende:
1 - la sensazione di posizione articolare: questa avverte della posizione in cui si trova un arto. Per esempio, quando si tiene un braccio alzato, fermo sopra la testa, anche se non lo si guarda, l'organismo sente che e' in quella posizione.
2 - La sensazione del movimento articolare (cinestesia): se si muove il braccio, si avverte il suo movimento nello spazio.
L'Archeopropriocezione incosciente
Quando si cammina, ci si rende conto dell'ambiente circostante senza pensare ai muscoli che si muovono, all'equilibrio, alla postura. Tutto funziona in automatico. Questa e' l'archeopropriocezione incosciente, che e' alla base dei riflessi che rendono stabile il corpo. E' un sistema automatico che non coinvolge la coscienza.
Essa interessa le strutture piu' primitive sviluppate nel corso dell'evoluzione: il midollo spinale e il tronco dell'encefalo, cioe' la massa cerebrale contenuta nel cranio (cervello, cervelletto, midollo allungato).
UN METODO PER RIEDUCARE LA RESPIRAZIONE
L'esercizio deriva da un metodo nipponico, serve per ritrovare un ritmo respiratorio piu' efficace e insegna a percepire il respiro con maggiore consapevolezza. Anche durante il sonno la respirazione migliora con effetti benefici sul sistema nervoso e linfatico. Ecco come fare:
1 - Sdraiarsi su una superficie rigida, ma confortevole (materassino da ginnastica).
2 - Concentrarsi fissando il pensiero sulla zona intorno all'ombelico (mantenere la visualizzazione di questo punto durante tutto l'esercizio).
3 - Alzare di pochi centimetri i fianchi da terra e riappoggiarsi molto lentamente. Ripetere il movimento cinque volte o anche di piu', finche' non si acquista padronanza del movimento.
4 - Espirare lentamente per 25 secondi, svuotando completamente i polmoni. Poi, inspirare con altrettanta calma per altri 25 secondi, riempiendo interamente i polmoni.
5 - Continuare con questo ritmo per almeno 15 minuti (si puo' arrivare fino a 30 minuti).
Se inizialmente e' difficile espirare ed espirare per 25 secondi, iniziare con un tempo inferiore, aumentando via via i secondi.
POSTURA E CARATTERE
Lo psicologo Willem Reich, che ha introdotto il concetto di "armatura caratteriale", sosteneva che il carattere si esprime negli atteggiamenti posturali, nelle posizioni che si assumono e non solo nelle espressioni e comportamenti tipici della persona.
L'armatura caratteriale influenza lo sguardo, il tono della voce, il ritmo delle parole. Altrettanto puo' fare con la respirazione, provocando rigidita' muscolari croniche. Lowen ha perfezionato il concetto, evidenziando come ogni blocco emotivo possa comportare un blocco nel flusso di energia, ostacolando respiro e movimento.
I "conflitti" si strutturano nel corpo sotto forma di tensioni muscolari croniche e come tutte le armature, anche quella caratteriale limita la motilità e la sensibilita' e, attraverso una respirazione inadeguata, causa un aumento dell'ansia e dell'irritabilita'. Il lavoro sul corpo aiuta a percepire la propria rigidita' come limitazione all'auto espressione. Per Painter questa "armatura" spesso impedisce la fuoriuscita delle emozioni che sono state congelate, trattenendo energia. E' come se il corpo esprimesse un rifiuto di crescere e di vivere, a causa di blocchi del passato creati per proteggersi da esperienze spiacevoli, ma che persistono come se il pericolo fosse ancora atteso. La ginnastica propriocettiva, con l'aiuto di trattamenti psicologici, aiuta a togliere questa armatura.
L'ATTIVITA' FISICA PUO' DARE UNA MANO
La propriocezione intesa come percezione della posizione articolare e percezione del movimento articolare puo' essere utilmente stimolata con opportuni esercizi. Per esempio, durante l'esecuzione di particolari movimenti si puo' indirizzare l'attenzione a particolari distretti corporei stimolati dall'esercizio, come nel trekking e nello stretching, o durante lo svolgimento di esercizi respiratori.
IL TREKKING
Anche il trekking stimola la sensibilita' propriocettiva. E' importante fare attenzione al proprio corpo ed essere consapevoli delle modificazioni che, durante il trekking, avvengono nell'organismo.
Si deve sentire il movimento, ovvero riconoscere lo stato di tensione di un distretto muscolare. All'inizio non e' semplice. Ma concentrandosi bene su ogni passo si avverte l'alternanza di contrazione e rilasciamento di ciascuna fascia muscolare. Basta provare a chiudere gli occhi per un istante per sentirsi in armonia con il corpo.
Questa attivita' rilassa e attiva in modo approfondito le vie nervose della sensibilita' propriocettiva. Il trekking stimola l'organismo, risvegliando ogni singola cellula, facendo sentire corpo e mente piu' carichi e vitali.
LO STRETCHING
La parola stretching puo' essere tradotta con il termine di allungamento. Nel corso dei tempo sono state proposte diverse metodiche di stretching variamente utilizzate in campo sportivo, riabilitativo e preventivo. Lo stretching e' usato prima e dopo l'esercizio fisico. Prima come atto preparatorio, dopo per facilitare il recupero ed evitare fastidiose contratture.
Le operazioni di stretching devono essere lente e non dolorose. Nello stretching statico la posizione va raggiunta in circa 8 secondi e mantenuta per 20/30 secondi prima di tornare, sempre lentamente, alla posizione di partenza.